ARTICOLI

L'importanza della bellezza per il wellbeing aziendale

Introduzione

Se si pensa alla celebre frase di Dostoevskij «La bellezza salverà il mondo», la prima interpretazione che si tende a dare è quella relativa ad un buon auspicio per il futuro che ci attende o, se si è malpensanti o disillusi, purtroppo, ad una “frase fatta”, senza però chiedersi se invece essa possa rappresentare un’indicazione operativa rivolta anche al mondo delle Aziende.
Se osserviamo il wellbeing aziendale con uno sguardo sistemico, infatti, la bellezza potrebbe emergere come una leva concreta e strategica ed è proprio da questo assunto che partiremo per parlare di questo argomento.

La bellezza come esperienza emotiva

Proviamo a ragionare insieme su una considerazione: la bellezza non è un orpello estetico ma un’esperienza emotiva.

Quando percepiamo qualcosa come bello, che sia un’opera d’arte, un paesaggio, un gesto di cura o una relazione autentica, infatti, attiviamo risposte emotive profonde come meraviglia, gratitudine, ispirazione, senso di appartenenza.

Studi neuroscientifici mostrano come queste emozioni incidano sui nostri livelli di stress, sulla motivazione e sulla qualità delle relazioni. La bellezza, quindi, non è fine a se stessa, ma orienta il nostro stato d’animo e, di conseguenza, i nostri comportamenti, facendo diventare le emozioni provate potenti motori di benessere personale e professionale.

È per questo motivo che un ambiente che stimola emozioni positive favorisce engagement, creatività e resilienza, il ché, in un contesto lavorativo caratterizzato da complessità e cambiamento continuo, fa risultare queste dimensioni non come accessorie, ma condizioni abilitanti per performance sostenibili ed efficaci.

La bellezza e la sua manifestazione trasversale

La bellezza, inoltre, è trasversale. Si manifesta nell’arte, nelle opere di intrattenimento, nelle relazioni, negli spazi, nei rituali organizzativi e in tanti altri modi.

Un’opera esposta in ufficio può, quindi, migliorare lo stato d’animo e, di conseguenza, le performance, così come una bella ed emozionante esperienza condivisa può rafforzare il senso di team, rompere schemi rigidi e potenziare engagement, pensiero laterale e altre skill.

Ogni manifestazione di bellezza può, di conseguenza, avere un impatto positivo sul singolo o sul gruppo, visto che la qualità stessa delle relazioni, fatte di ascolto, rispetto e autenticità, rappresenta un’ulteriore forma di bellezza funzionale a nutrire fiducia e promuovere la collaborazione.

Bellezza ed edutainment

In questo scenario si inserisce l’edutainment, approccio che integra educazione e intrattenimento per generare apprendimento significativo attraverso il coinvolgimento, anche emotivo.

Il termine edutainment nasce dall’integrazione tra entertainment, intrattenimento nelle sue varie forme (film, programmi televisivi, videogiochi, musica e altro) ed education, componenti educative o divulgative.
Su questa crasi, si basa la metodologia che è utilizzata per diverse tipologie di produzioni o attività, in cui il bilanciamento tra intrattenimento e finalità didattico-divulgativa può essere modulato in funzione degli obiettivi.

Partendo da questo presupposto, l’edutainment si declina in tre applicazioni principali:

  • La realizzazione di prodotti di intrattenimento mainstream con esplicite finalità divulgative o didattiche.
  • La progettazione di contenuti educativi, informativi o di marketing concepiti fin dall’origine come esperienze di intrattenimento, quali podcast, audiovisivi, giochi o altro.
  • L’ibridazione di percorsi formativi, divulgativi o promozionali che utilizzano opere esistenti adattandole a specifiche esigenze oppure che adottano metodologie e strumenti propri dell’industria dell’entertainment.

Se il primo ambito è facilmente riconoscibile nei numerosi prodotti culturali che, ad esempio, raccontano eventi storici o affrontano tematiche complesse, è negli ultimi anni che le altre due configurazioni hanno conosciuto una significativa espansione nel contesto aziendale, soprattutto se si considera il coinvolgimento emotivo che possono indurre e l’importanza che l’experiential learning e l’approccio learning by doing stanno acquisendo nel mondo della formazione.

La bellezza in azienda come scelta strategica

Per le organizzazioni, quindi, promuovere la bellezza non è un investimento “cosmetico”, ma una scelta strategica di wellbeing.

Inserire opere d’arte negli spazi di lavoro, curare il design degli ambienti, favorire attività culturali, sportive o di edutainment belle e coinvolgenti, organizzare momenti condivisi: queste iniziative contribuiscono a costruire un ecosistema emotivamente sano, i cui benefici sono misurabili attraverso la riduzione dello stress percepito, l’aumento dell’engagement, il miglioramento del clima aziendale e la maggiore attrattività verso talenti sensibili alla qualità dell’esperienza lavorativa. Il tutto utilizzando la bellezza anche come fattore identitario.

Un’azienda che investe in esperienze emotive, culturali e relazionali, infatti, comunica una visione in cui il lavoro non è solo produttività, ma spazio di crescita umana, e questo, in un mercato del lavoro in cui le persone cercano significato oltre che stabilità, può fare la differenza.

L’importanza del wellbeing aziendale

In conclusione, possiamo affermare che il tema del benessere aziendale è diventato ormai centrale.
Come dimostrano i dati emersi dal Global Wellbeing Survey 2022-2023 di AON, infatti, tra le priorità aziendali relative al periodo attuale ci sono attrarre e trattenere i talenti, promuovere le diverse dimensioni del benessere dei dipendenti nelle varie accezioni (fisico, emotivo, sociale, professionale e finanziario) e avere un maggior controllo dei costi e dell’efficienza.
Per questo è fondamentale investire nel corporate wellbeing, anche grazie alla bellezza.
SOSTENIBILITÀ & BENESSERE