BI-REX e il ruolo dei Competence Center nell’Industria italiana
PMI e trasformazione digitale: un percorso in atto, grazie alle strategie del Centro
Il tessuto economico italiano si fonda storicamente su una rete di Piccole e Medie Imprese che pur essendo il motore produttivo del Paese, scontano spesso i limiti strutturali legati a dimensioni, capacità e risorse.
Una delle sfide più rilevanti è senza dubbio il divario tecnologico. E sebbene il processo di digitalizzazione proceda, sembra essere sempre troppo lento rispetto alla velocità delle innovazioni globali.
Quando nel 2018 sono stati istituiti i Competence Center - promossi dall’allora Ministero dello Sviluppo Economico, oggi Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per supportare le aziende nel processo di trasformazione digitale - la maggior parte delle PMI mostrava livelli di digitalizzazione limitati, caratterizzati prevalentemente dall’utilizzo di strumenti ICT di base e scarsa integrazione digitale nei processi produttivi.
A distanza di alcuni anni il quadro appare sensibilmente migliorato. L’ISTAT evidenzia un’ampia diffusione della digitalizzazione di base tra le PMI e secondo il 5° Osservatorio Industria 4.0, realizzato da Intesa Sanpaolo in collaborazione con BI-REX e SMACT, nel 2024 circa tre quarti del campione ha adottato almeno una soluzione digitale avanzata, con livelli elevati anche tra le micro e piccole imprese (67,5%).
Spesso, però, l’adozione è guidata da fornitori tecnologici più che da strategie integrate di innovazione. Solo una parte delle imprese associa la digitalizzazione a cambiamenti organizzativi o modelli di business innovativi. Senza contare gli ostacoli legati a costi, complessità implementativa e coordinamento progettuale.
Il divario si è così spostato dall’utilizzo o meno delle tecnologie digitali da parte delle aziende, alla loro capacità o incapacità di integrare queste tecnologie in una visione strategica.
In un simile contesto i Competence Center assumono un ruolo ancora più rilevante nel supportare la transizione dalla semplice adozione tecnologica alla trasformazione industriale data-driven.
Big Data come pilastro della politica industriale
La digitalizzazione industriale non può prescindere dai dati, focus di BI-REX (acronimo di Big Data Innovation & Research Excellence), che pone Big Data, Intelligenza Artificiale e Supercalcolo al centro di gran parte delle sue attività. Partenariato pubblico-privato formato da 66 player tra università, centri di ricerca e imprese di eccellenza, è uno degli otto Competence Center nazionali, ubicato a Bologna.
Come spiega Stefano Cattorini, CEO del Centro, l’obiettivo non è solo digitalizzare i processi, ma insegnare alle imprese a “leggere” i propri dati per ottimizzare la produzione, ridurre i costi energetici e implementare la manutenzione predittiva.
Una Governance pragmatica: la guida industriale
Caratteristica distintiva di BI-REX è la guida industriale, che ne definisce l’intero modello operativo. Il suo statuto prevede che il Presidente del Comitato esecutivo venga scelto da una rosa di aziende leader del Consorzio, garantendo un approccio manageriale orientato alla creazione di valore per le imprese. Questa impostazione traduce la ricerca accademica in soluzioni operative che impattano direttamente su produttività, fatturato e margini operativi.
L’efficacia del modello è confermata anche dai numeri: dalla sua nascita il Centro ha erogato oltre 50 milioni di euro in servizi alle aziende, si è interfacciato con oltre 3.500 imprese e, pur rimanendo una no-profit, ha raggiunto un fatturato di circa 20 milioni di euro.
Dalla Data Valley al Mezzogiorno: l’espansione a Palermo
Nato nella Data Valley italiana, nel 2024 BI-REX ha esportato il suo modello e la sua esperienza in Sicilia e ha aperto una sede a Palermo, in collaborazione con l’ateneo locale, da poco entrato nel Consorzio.
Se l’Emilia-Romagna è tra i campioni del manifatturiero in Italia e modello virtuoso nella spesa dei fondi regionali, la Sicilia offre tante sfide quante opportunità. Pur con le sue difficoltà, infatti, possiede diverse realtà specializzate nelle filiere delle scienze della vita, dell’agritech e dell’energia, ed è destinataria di numerosi finanziamenti.
BI-REX si è quindi posto come raccordo istituzionale tra Ministero, istituzioni locali e imprese del territorio, con l'obiettivo di canalizzare i fondi del PNRR verso progetti di innovazione sanitaria e agricola, adattando il paradigma 4.0 alle specificità del Mezzogiorno.
La Linea Pilota: il laboratorio dell'innovazione
Tra i servizi strategici offerti dal Centro, il più rilevante è senza dubbio il Test Before Invest. Abilitato dalla Linea Pilota, permette alle aziende di testare l’efficacia di una tecnologia prima di impegnarvi capitali significativi.
Smart factory digitalizzata e interconnessa, funge da ambiente prototipale all’avanguardia, integrando tecnologie tradizionali e Industria 4.0. Fabbrica digitale del futuro, la Linea Pilota è progettata per:
anticipare i processi di trasformazione digitale;
supportare l’innovazione tecnologica delle imprese;
aumentare il valore aggiunto dei prodotti aziendali.
La Formazione come leva strategica
La Linea Pilota è uno strumento fondamentale anche nei percorsi di formazione di BI-REX, come il Master Teknè 5.0. Attraverso un approccio "hands on", il centro integra la didattica accademica con sessioni pratiche in Linea Pilota, favorendo upskilling e reskilling del personale aziendale.
Senza le competenze per governarla, infatti, l'innovazione tecnologica resta un guscio vuoto. E in un contesto caratterizzato dalla carenza di data scientist, ingegneri dell'AI, ma anche di tecnici specializzati, la formazione è un elemento indispensabile di competitività.
Investire nelle competenze non significa solo gestire macchinari complessi, ma migliorare la retention e favorire la crescita aziendale. Infine, un capitale umano specializzato è l'unico in grado di anticipare i trend della GenAI e guidare il cambiamento organizzativo verso l'Industria 5.0.
Dopo il PNRR: il futuro dei Competence Center
Con l’avvicinarsi della scadenza del PNRR fissata per giugno 2026, sorge una domanda spontanea: cosa accadrà ai Competence Center italiani una volta terminata la stagione degli incentivi straordinari?
La questione è sui tavoli di lavoro del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo condiviso è trasformare gli incentivi straordinari in misure strutturali, come lo sconto in fattura per i servizi di innovazione, fondamentale per sostenere la domanda delle imprese più piccole.
Nonostante un ritardo storico di circa vent’anni e risorse inferiori rispetto ai modelli europei, come i Fraunhofer tedeschi, i Competence Center italiani hanno dimostrato di saper rispondere alla frammentazione del sistema produttivo nazionale.
Grazie a flessibilità, specializzazione e forte connessione con il territorio, rappresentano oggi un unicum nel panorama europeo: un’infrastruttura di innovazione capace di accompagnare le imprese verso una trasformazione industriale sostenibile e data-driven.