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Formazione per le Startup: il ruolo del formatore nell’era dell’innovazione

Comprendere la Formazione: significati, destinatari e falsi miti

Cos’è la formazione? Anzi, la Formazione, con quella F maiuscola che significa vivere il mondo in modo professionale, attento e, soprattutto, avendo come fine ultimo l’apprendimento dei discenti piuttosto che la bravura per mera autoreferenzialità.

In realtà, una definizione univoca per formazione non esiste, per una serie - anche molto lunga - di motivi, ma soprattutto perché il modo di intendere, di praticare e organizzare la formazione dipende da “a chi” è rivolta.

Spiegare a un gruppo di adolescenti cosa significhi entrare nel mondo del lavoro è molto diverso da formare un gruppo eterogeneo di persone al primo soccorso, e ancora molto diverso è lavorare con un team aziendale sulle soft-skills.

Purtroppo oggi l’abbondanza di informazioni disponibili porta spesso le persone a illudersi che un tutorial sui social, un post o qualche informazione fornita dall’AI possa renderci “edotti” ed esperti di un tema.

Eppure il “cosa” trasmettere, nella formazione, non può non essere affiancato al “come”, al “quando” o al “perché” si vuole trasmettere una certa nozione. Motivo per cui essere un esperto di settore non significa essere anche un bravo formatore.

Ma tornando al tema del “a chi” si può fare formazione, se si opera nel mondo del business ci si accorge di quanto le modalità e gli strumenti della formazione siano cambiati, evoluti e affinati. Soprattutto in risposta alla richiesta sempre più pressante di una formazione efficace e spendibile da parte delle aziende.

La rivoluzione delle Startup

Proprio il mondo delle imprese sta vedendo da qualche anno una rivoluzione silenziosa, un nuovo modo di intendere l’azienda nel suo momento forse più critico e delicato: la nascita. È il fenomeno delle startup.

Una startup non è soltanto una nuova azienda. Non è lo spinoff di una casa madre che entra in un nuovo mercato. E non è nemmeno il capriccio di un momento di qualcuno con qualche euro da investire in un’idea che potrebbe anche funzionare, se tutto va bene.

Una startup nasce, molto spesso, da un’esigenza personale del founder. Da un bisogno percepito nel mercato, ma che ancora non è stato soddisfatto. Una startup è una scommessa che i founders fanno prima di tutto con sé stessi. Per molti una startup è anche un primo contatto con il mondo del lavoro, anche se non tutti gli startupper sono poi giovani neo-laureati o di belle speranze, ma con poco senso pratico. Anzi.

Spesso, infatti, rimaniamo vittime di quella narrazione che descrive lo startupper come un ragazzo che, una sera, ha avuto un’idea accattivante e ha deciso di mettersi in gioco per vedere come va. Niente di più lontano dal vero.
Lo startupper vive la sua “creatura” in fase embrionale già con la prospettiva della multinazionale. Conosce benissimo la sua soluzione, ma ha sete di conoscenza del mercato, delle tecniche di vendita, delle tecnologie da sfruttare o da creare ex novo per quel progetto. Lo startupper non gioca a fare l’imprenditore, è un imprenditore.

Fare formazione per le Startup

La formazione di cui una startup, o meglio il team di startupper, ha bisogno deve tenere conto di queste peculiarità. Da una parte deve preparare al mercato e alle sue fluttuazioni, dall’altra deve considerare le dinamiche “umane” del creare e mantenere forte un team.

Ma attenzione a due rischi estremamente pericolosi per un formatore: andare oltre il proprio ruolo sentendosi parte del Team e/o esprimere un giudizio, positivo o negativo che sia, sul progetto che sta nascendo. È fondamentale che il Formatore sappia essere distaccato, non influenzi il progetto con le proprie idee e lasci che, anche attraverso gli errori, il team sappia trovare la propria dimensione e il proprio modo di essere unico e speciale.

Nei prossimi articoli si cercherà di evidenziare cosa significa fare formazione in ambito startup, attraverso esempi concreti, difficoltà ma anche successi. Aprendo spazi di confronto e riflessione con chi già opera nel settore e con chi si vuole avvicinare a questo mercato.

L’analisi sarà condotta dal punto di vista di un professionista della formazione, concentrandosi sulle modalità con cui essa viene erogata e integrando l’approccio del coaching - che tanto ha influito, e influenza tuttora, il modo di essere formatore di chi scrive.
2026-02-17 11:45 FORMAZIONE & SVILUPPO