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La carriera a spirale

Il curriculum a spirale di Bruner: apprendere attraverso approfondimenti successivi

Il “curriculum a spirale” è uno dei contributi fondamentali di Jerome Bruner al campo dell’educazione. Questo concetto riflette la convinzione di Bruner che l’apprendimento non sia un processo lineare, ma piuttosto una serie di approfondimenti successivi che permettono di esplorare e padroneggiare un argomento in modo sempre più complesso e dettagliato.
Secondo Bruner, la chiave per un apprendimento efficace è il ritorno costante su concetti e contenuti, con l’obiettivo di costruire una comprensione più profonda nel tempo. Bruner ritiene che ogni fase di apprendimento aggiunga una stratificazione di comprensione, che è cruciale per una vera padronanza dei concetti, per consolidare la conoscenza esistente e per espanderla, applicandola a nuove e più complesse situazioni. Un aspetto centrale è la sua adattabilità allo sviluppo cognitivo e la sua capacità di favorire la costruzione attiva del sapere. Secondo Bruner, infatti, il ritorno periodico sui contenuti non deve essere un semplice ripasso, ma un’opportunità per costruire connessioni più profonde tra i concetti, che rafforza la memoria, ma sviluppa anche la capacità di pensiero critico e l’abilità di trasferire le conoscenze acquisite a nuovi contesti.

Le dinamiche a spirale di Graves: l'evoluzione dei sistemi di valori e dei livelli di pensiero

Il “curriculum a spirale” di Bruner può essere integrato efficacemente con le “dinamiche a spirale” di Clare Graves. Si tratta di una teoria evolutiva del comportamento umano che descrive come individui e società si adattano a condizioni di vita sempre più complesse attraverso livelli di pensiero e valori crescenti, da bisogni di sopravvivenza a una coscienza olistica, offrendo una mappa per la gestione del cambiamento e lo sviluppo personale e organizzativo. Il passaggio da un livello all'altro è innescato da cambiamenti nell'ambiente esterno o interno (eventi di vita, bisogni insoddisfatti). I livelli non sono buoni o cattivi, ma risposte adeguate a specifiche circostanze. I livelli principali sono: sopravvivenza automatica (istinti); sicurezza di gruppo, magia, rituali; potere, dominio, affermazione di sé; ordine, regole, valori morali (religione, legge); successo, razionalità, scienza, competizione; armonia, uguaglianza, empatia, ecologia; comprensione sistemica, integrazione, conoscenza; coscienza collettiva, visione olistica e spirituale.

La carriera a spirale: un nuovo paradigma di sviluppo professionale

Tutto quanto argomentato fino adesso trova una sua coerenza con quella che vorrei definire, appunto, la “carriera a spirale”, cioè un modello di sviluppo professionale che combina movimento laterale (job rotation in aree diverse) e crescita verticale, permettendo di acquisire competenze variegate spostandosi tra dipartimenti ma restando nell'ambito generale di competenza, come un percorso a zig-zag verso la vetta, anziché una scalata diretta, per uno sviluppo personale più dinamico e meno rischioso. Si contrappone alla carriera lineare tradizionale, enfatizzando l'apprendimento continuo e l'adattabilità attraverso il cambiamento, esplorando ruoli e funzioni diverse all'interno di un'azienda, con periodici spostamenti per stimolare creatività e crescita. E si nutre sia del “curriculum a spirale” di Bruner che delle “dinamiche a spirale” di Graves.
In termini di sviluppo personale: stimola la creatività, il cambiamento e l’apprendimento continuo. A differenza di altri modelli di carriera, cioè la carriera lineare che prevede un percorso diretto verso l'alto, spesso più rigido, la carriera a spirale permette alle persone di acquisire una visione più ampia e all'azienda di avere risorse più flessibili e consapevoli. Si tratta di un modello più ampio che oltre a descrivere l'evoluzione dei sistemi di valori umani, dove ogni livello integra i precedenti, influenzando anche l'organizzazione aziendale, l’apprendimento segue una linea spirometrica e adattiva in grado di rafforzare la gestione della conoscenza.

Il modello SECI e la spirale della conoscenza organizzativa

È a questo punto che al modello di carriera a spirale che si inserisce un terzo livello spirometrico, il “modello SECI” di Nonaka e Takeuchi i quali descrivono il processo di creazione della conoscenza organizzativa attraverso la “spirale della conoscenza”, che si basa sull’interazione tra conoscenza tacita ed esplicita.
Questo processo si articola in quattro fasi:
  1. Socializzazione: Trasferimento della conoscenza tacita, la conoscenza implicita si trasferisce tramite interazione diretta, ad esempio con l’apprendimento on-the-job, in contesti informali interni o all’esterno dell’impresa;
  2. Esteriorizzazione: Dalla conoscenza tacita a quella esplicita, il sapere implicito si rende manifesto attraverso modelli, analogie, metafore;
  3. Combinazione: Integrazione della conoscenza esplicita, le conoscenze formalizzate si uniscono, generando nuove informazioni;
  4. Interiorizzazione: Apprendimento esperienziale, la conoscenza esplicita si riconverte in tacita attraverso esperienze individuali e azioni concrete.

Conoscenza organizzativa e apprendimento continuo nelle organizzazioni

Secondo le teorie cognitiviste, le organizzazioni possono essere intese come contenitori all’interno dei quali, attraverso meccanismi e processi, si selezionano, immagazzinano ed elaborano informazioni, da cui scaturiscono decisioni. In questo contesto, la conoscenza è portata dagli individui che operano nei contesti organizzativi, i quali diventano a loro volta luoghi di interazione e condivisione del sapere. La conoscenza organizzativa è più della somma delle conoscenze individuali: acquisisce valore quando i membri dell’organizzazione trasformano e arricchiscono le proprie conoscenze tramite l’interazione. La spirale della conoscenza rappresenta un processo logico e continuo, in cui ogni fase si connette alla successiva in un percorso circolare di apprendimento continuo e ben si connette sia al lavoro di Bruner che di Graves, ma a maggior ragione alla carriera a spirale. Tutto questo ci consente di leggere e guidare l’evoluzione della carriera in chiave orientativa e adattiva, attivando un ciclo che coinvolge esperienza, riflessione, azione.

La carriera a spirale come percorso di sviluppo personale e professionale

Il modello della carriera a spirale integrato quindi dal lavoro di Brunel, Graves, Nonaka e Tekeuchi definisce senza dubbio un percorso di sviluppo come un processo trasformativo/adattivo, un approccio utile a valorizzare la conoscenza come leva di crescita individuale e professionale, un conoscere per orientarsi, e orientare per conoscersi davvero.
La carriera a spirale può fare la differenza nella vita e nel percorso di crescita personale in termini di auto-consapevolezza, scoprire a quale livello della spirale una persona si trovi permette di riconoscere meglio i propri bisogni, i propri valori e i propri obiettivi, primo passo per iniziare a conoscersi meglio e a guardarsi con occhi nuovi. In termini di identificazione delle sfide, riconoscere i problemi o le difficoltà che si stanno affrontando in uno specifico stadio consente di affrontarle in modo mirato, con maggiore consapevolezza, e di superarle con strumenti adeguati, preparando così il terreno per il prossimo passo nel percorso di crescita personale. Infine, in termini di pianificazione del cambiamento, permette di stabilire obiettivi chiari e piani d’azione più consapevoli, invece di fissare traguardi basati su modelli esterni o sulle aspettative sociali, concentrandosi su ciò che ha davvero significato per la persona, in questo preciso momento del suo percorso.
Una carriera a spirale aiuta a orientarsi meglio nei momenti di transizione, crisi o trasformazione e permette di affrontare con più lucidità ciò che sta accadendo, fornendo passaggi e strumenti concreti per adattarsi e crescere.
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