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Sicurezza Psicologica: nasce la prima ricerca nazionale a cura di Primate ed Ecosistema Formazione Italia

Riconoscere la Sicurezza Psicologica: la domanda che cambia tutto

Hai mai sentito parlare di sicurezza psicologica? Ti è mai capitato di riconoscerla nel tuo ambiente di lavoro? Forse non l’hai sempre chiamata così, ma la sua presenza o assenza è qualcosa che tutti sperimentano nella propria vita, anche più volte nell’arco di una singola giornata lavorativa. È come l’aria. Quando c’è la diamo per scontata, ma quando inizia a mancare o a farsi pesante ce ne accorgiamo subito.

A tutti è capitato di chiedersi almeno una volta: “Mi espongo oppure no?”. Ebbene è questa la domanda che rivela la presenza o meno di sicurezza psicologica. Se la risposta è: “Meglio di no”, l’ambiente viene percepito come poco sicuro. La conseguenza? Il silenzio. L’assenza di sicurezza psicologica, infatti, porta a trattenere domande e osservazioni per paura di apparire stupidi, ignoranti, inopportuni o rompiscatole.

Molte organizzazioni, italiane e non, sono affette dalla cosiddetta “epidemia del silenzio”, ovvero un clima in cui le persone preferiscono non esporsi, non correre i cosiddetti “rischi relazionali”, proprio perché hanno sperimentato in prima persona o hanno visto colleghi in situazioni in cui il farsi avanti non è stato premiato, anzi… E la cosa peggiore è che questo silenzio non è sempre imposto, anzi, spesso viene scelto come forma di tutela. È un meccanismo umano per cui quando si percepisce una minaccia, la reazione naturale è difendersi o paralizzarsi.

La definizione di Amy Edmondson e il ruolo di Primate in Italia

Il concetto di sicurezza psicologica è diventato mainstream a partire dal 2018, quando Amy Edmondson, docente e ricercatrice di Harvard, ha pubblicato The Fearless Organization. Frutto di oltre trent’anni di ricerca sul campo, il volume ha contribuito a diffondere il framework della psychological safety in tutto il mondo.

Edmondson definisce la Sicurezza Psicologica come
“la convinzione di non essere puniti o umiliati per aver espresso idee, domande, preoccupazioni o errori”.
Caratteristica del clima dei team, è strettamente legata alle performance. Quando è presente, favorisce apprendimento, innovazione, collaborazione, engagement e benessere professionale.

Poco dopo la pubblicazione del suo best seller, Amy Edmondson ha fondato, insieme a Sander Hoeken, il Fearless Organization Scan (FOS), un network mondiale che certifica practitioner della Sicurezza Psicologica e conduce ricerche in tutto il mondo. I professionisti certificati apprendono il know-how sviluppato da Edmondson e ottengono l'abilitazione ad utilizzare la survey FOS, oggi principale strumento internazionale per misurare la percezione di Sicurezza Psicologica.

In Italia il libro è arrivato nel 2020 con il titolo Organizzazioni Senza Paura (FrancoAngeli), grazie al lavoro di Tiziano Capelli, che lo ha intercettato poco dopo la pubblicazione negli Stati Uniti, e Marina Capizzi, co-founder di PRIMATE, che ne hanno curato l'edizione italiana. Da allora PRIMATE sviluppa progetti sulla Sicurezza Psicologica a tutti i livelli dell’organizzazione, con interventi che riguardano singoli team - a partire dai vertici - fino a coinvolgere migliaia di persone, in Italia e all’estero. Partner esclusivo FOS per l'Italia, PRIMATE collabora con Edmondson e il suo team per diffondere consapevolezza su questo tema all’interno del Paese.

Solitudine e turnover: la fotografia globale

Tra il 2024 e il 2025 Edmondson ha avviato una ricerca internazionale che ha raccolto più di 16.000 risposte, di cui oltre 3.000 provenienti dall'Italia. I risultati mostrano una forte correlazione tra Sicurezza Psicologica, senso di appartenenza e turnover.
La mediana mondiale della Sicurezza Psicologica, infatti, è 73 su 100. Tuttavia, il dato varia sensibilmente in funzione dell’esperienza vissuta dalle persone. Chi dichiara di non sentirsi mai solo al lavoro raggiunge un punteggio di 80, mentre tra chi si sente sempre solo il valore scende a 42.

La stessa dinamica emerge rispetto all'intenzione di lasciare l'organizzazione: chi vuole restare registra un punteggio di 82, mentre chi è certo di andarsene si ferma a 52, con un gap di 30 punti. Questi dati rivelano una dinamica importante. Solitudine e turnover non sembrano essere solo conseguenze di una bassa Sicurezza Psicologica, ma piuttosto segnali di un progressivo disimpegno. Quando le persone non provano senso di appartenenza, smettono di contribuire ed esporsi, prendendo gradualmente le distanze dall’organizzazione.

Il dato più interessante riguarda proprio chi non ha ancora deciso del proprio futuro professionale. In questo gruppo il punteggio di Sicurezza Psicologica è di 71. Pur essendo ancora parte dell'organizzazione, mostrano i primi segnali di distacco psicologico e riduzione del coinvolgimento.
Le organizzazioni di solito intercettano il problema quando è troppo tardi, durante le exit interview o quando le dimissioni sono ormai imminenti. Valutare e incrementare la Sicurezza Psicologica, quindi, permette di cogliere queste dinamiche molto prima e intervenire in maniera mirata.

La prima ricerca italiana sulla Sicurezza Psicologica

A questo punto occorre fare una constatazione: mentre cresce la conoscenza dei fenomeni organizzativi a livello mondiale, mancano dati specifici sul contesto italiano. Senza dubbio le evidenze internazionali ci aiutano a comprendere fenomeni come il silenzio, la solitudine sul lavoro e il progressivo disimpegno, ma non ci consentono di osservare come tali fenomeni prendono forma nelle organizzazioni nazionali.

Da questa esigenza è nata la collaborazione tra PRIMATE ed Ecosistema Formazione Italia, che ha dato vita alla prima ricerca italiana sulla Sicurezza Psicologica, nonché alla prima indagine al mondo dedicata a un singolo Paese basata sulla FOS di Amy Edmondson.

La ricerca è costruita su una survey bottom-up, totalmente anonima e rapida da compilare, che richiede circa 5 minuti. L'obiettivo è comprendere quanto spazio trovano nelle organizzazioni italiane la collaborazione, l'inclusione, il dialogo aperto e la possibilità di assumersi rischi relazionali senza timore di essere puniti o umiliati. Avere una fotografia condivisa, infatti, è fondamentale per evitare che il dibattito sulla cultura organizzativa si basi su impressioni, aneddoti o modelli costruiti altrove.

L’indagine intende approfondire cosa accade quando le persone commettono un errore o si assumono un rischio: vengono crocifissi in sala mensa come Fantozzi o trovano ambienti capaci di apprendere? Le persone si aiutano a vicenda? Si sentono incluse? Possono affrontare apertamente i temi più difficili? E ancora: che differenze emergono tra generazioni, uomini e donne, ruoli e contesti organizzativi? Quanto conta lo status rispetto alla qualità delle idee? Quanto pesa la solitudine? E quale relazione esiste tra turnover e percezione di Sicurezza Psicologica?

La sfida è ambiziosa. A differenza della ricerca mondiale, che coinvolge intere organizzazioni, la prima indagine italiana è aperta a chiunque lavori e voglia contribuire condividendo, in forma anonima, la propria esperienza. Il numero dei partecipanti dipenderà quindi dalla capacità di diffondere l'iniziativa.

Una volta completata la survey, sarà possibile richiedere gratuitamente il report finale. I risultati verranno presentati al Wellbeing Happiness Forum 2026, in programma il 21 e 22 ottobre a Milano, da Marina Capizzi (co-founder di PRIMATE) e Sander Hoeken (co-founder di Fearless Organization Scan).

Maggiore sarà il numero di partecipanti, più accurata e rappresentativa sarà la fotografia della Sicurezza Psicologica nelle organizzazioni italiane. L'obiettivo è contribuire a rendere visibili dinamiche che spesso restano sommerse, portando alla luce ciò che influenza profondamente la qualità del lavoro, delle relazioni e della partecipazione organizzativa. Perché ciò che non viene detto non smette di esistere, semplicemente smette di essere visibile.

Compila la survey.
2026-06-16 12:00 SOSTENIBILITÀ & BENESSERE